
Brevi note sul Riccio di mare
Paracentrotus lividus e
il nome comune del Riccio di mare anche detto, impropriamente, 'Riccio femmina".
Si tratta di un echinoderma tra i piu comuni del Mediterraneo; il suo corpo e
circolare e il diametro del dermascheletro nudo, cioe privo degli aculei, puo
raggiungere i 7 centitnetri. E una specie tipicamente infralitorale che
frequenta I'ambiente costiero di scogliera, i bassi fondi sassosi con alghe, i
fondi coralligeni e la prateria di Posidonia oceanica da 0 a 80 metri di
profondita. Si rinviene sia lungo dolci declivi sia in corrispondenza di
franate. Spesso si nasconde negli anfratti rocciosi dove contribuisce
attivamente all'escavazione di nicchie utilizzando i potenti denti di cui la
specie e munita. Curiosa caratteristica di Paracentrotus lividus e quella di
ricoprirsi con pezzi di alghe, sassi e conchiglie che trattiene con gli aculei e
i pedicelli. La specie di norma si nutre di alghe che raschia dalle rocce e di
foglie di Posidonia oceanica, ma anche di spugne e celenterati. Per procurarsi
il cibo si attiva soprattutto durante la notte compiendo significativi
spostamenti dal fondo del mare sino alla superficie, non e difficile, appunto
nelle ore nottume, rinvenire esemplari praticamente emersi. Paracentrotus
lividus presenta forte variabilita nella colorazione degli aculei; essa va dal
blu al celestino al verde con varie gradazioni, al marrone scuro, al rossiccio,
al giallognolo, al nero. La colorazione e dovuta alla presenza, negli aculei, di
un pigmento detto "spinocromo" che puo essere contenuto in diverse
concentrazioni e combinazioni originando tutte le sfumature di colore sopra
indicate. La specie e commestibile. In molte regioni del Mediterraneo viene
attivamente pescata e si consumano, di norma crude, le gonadi che possiedono una
vivace colorazione rosso corallo e arancio nelle femmine e giallognola nei
maschi. La specie non presenta un dimorfismo sessuale ed i casi di
ermafroditismo sono rari. La riproduzione avviene durante tutta I'arco
dell'anno. L'uovo fecondato e la larva conducono vita pelagica ohe dura circa un
mese passando attraverso complesse metamorfosi; successivamente la specie inizia
la fase della vita bentonica, quella cioe in cui I'organismo mantiene una
stretta relazione con il fondo narino. Per quanto attiene alla pesca del Riccio
di mare, e da dire che la forma tradizionale di pesca in Alghero era quella
praticata dalla barca con I'ausilio di una canna, aperta all'estremita per la
cattura, e di uno specchio per I'individuazione degli esemplari. Si trattava di
una pesca particolarmente selettiva ed "ecologica", ma purtroppo non molto
produttiva. Successivamente si e affermata la pesca mediante un attrezzo detto
"gangaro". Questo, trainato dalla barca, cattura i ricci scorrendo lungo il
fondo marino. Si tratta, e evidente, di una forma di pesca particolarmente
dannosa sia perche cattura anche esemplari piccoli e quindi di nessun valore
commerciale, sia in quanto sconvolge quel tratto del fondo di mare in cui viene
fatto scorrere il "gangaro". Questo tipo di pesca e oggi vietato. Di recente si
e affermata la pesca praticata dai subacquei. E una pesca piuttosto selettiva in
quanto il pescatore puo facilmente individuare e quindi catturare gli esemplari
adulti di Paracentrotus lividus, senza arrecare danno ad altre forme di vita.
Dr. Gianfranco Russino Centro di Ricerca e Documentazione Flora e Fauna del
Mediterraneo Alghero